Il palleggiatore Stefano Di Coste è cresciuto in una delle famiglie più ‘pallavolistiche’ mai esistite: figlio di Claudio di Coste, uno dei grandi del Volley italiano, e Paola Minocchi, atleta con alle spalle tanti campionati di Serie A. Sono proprio i suoi genitori a trasmettergli l’entusiasmo nel saltare in alto per quel pallone, come le sue aspirazioni. “Quando fin da piccolo dentro casa respiri amore per questo sport, la passione si trasmette in automatico. Ho iniziato presto, con il minivolley giocando a ‘palla bloccata’. Fino a qualche anno fa mio padre era anche il mio allenatore, non è stato facile gestire il doppio ruolo figlio/giocare, ma è stata, nel bene e nel male, una bella esperienza che mi ha insegnato a crescere. Non mi sono mai sentito privilegiato, anzi, forse sono stato quello da cui ci si aspettava sempre molto, ma penso di essermi meritato tutto ciò che ho fatto”. Gli obiettivi sono sempre più ambiziosi, ma quando investi impegno e passione i successi sono una diretta conseguenza: ‘La promozione in serie C mi ha fatto vivere una sensazione bellissima che mi ha ripagato di tutti gli sforzi. Ma c’è anche un altro evento che porto nel cuore: la vittoria del campionato under 16. Eravamo un gruppo molto affiatato, amici sia dentro sia fuori dal campo.” La pallavolo è infatti interazione, lavoro in funzione della crescita individuale, ma con lo sguardo rivolto ai compagni. È intuizione, immaginazione, improvvisazione, ma sopratutto reciprocità e lavoro di squadra. Un team che riconosce veramente questi valori nel campo, li porta, indissolubilmente, anche al di fuori. “Quest’anno siamo davvero un bel gruppo formato da ottimi giocatori, inoltre siamo allenati e guidati molto bene. Aggiungendo a tutto ciò unione e aggregazione di squadra potremmo fare grandissime cose. Forse è presto per dirlo, ma penso che nel Campionato potremmo recitare una stagione da protagonisti, ambendo anche alle primissime posizioni di classifica.”. Sugli spalti, in panchina o a fondo campo, ci sarà sempre una persona a fare il tifo per lui: “gioco con il numero 12, giorno in cui ho conosciuto la mia ragazza, davvero una persona speciale per me. Mi sostiene in tutto ciò che faccio, a cominciare da questo sport”.
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